esiste una operazione matematica che sappia individuare il punto esatto da percorrere per permettere l'esponenziale evoluzione sia della carriera professionale sia di quella accademica?
se esiste, ci cammino sopra. ma vorrei scendere, e riposarmi un attimo le gambe e le spalle e tutti i miei muscoli tesi dall'eterna operazione di equilibrio.
non credo che esista quel punto, su cui credo di camminare.
ma allora: dove sono?!
sabato 17 gennaio 2009
martedì 13 gennaio 2009
è sempre vero che le donne appena uscite da una relazione importante, o appena buttate fuori da una di queste, rinascono. si reinventano. appaiono subito più belle, fresche, giovani, libere.
anche una delle allenatrici della mia palestra.
uscita finalmente da una relazione lunga e viziata da eccesso di infantilismo romantico e genuino del suo ex compagno.
si è immediatamente liberata dei chili di troppo. senza diete, naturalmente: il dolore da solitudine è un dimagrante universale. ma, passata la crisi iniziale, eccola giovane, magra, con un nuovo taglio di capelli che le cambia la fisionomia. non sembra più lei, anche nei movimenti.
è più simpatica.
è più tra noi.
e gli uomini che vengono lasciati, come reagiscono?
abbandono, birra, sesso, astinenza da doccia e panza in libertà: solo uno stereotipo?
anche una delle allenatrici della mia palestra.
uscita finalmente da una relazione lunga e viziata da eccesso di infantilismo romantico e genuino del suo ex compagno.
si è immediatamente liberata dei chili di troppo. senza diete, naturalmente: il dolore da solitudine è un dimagrante universale. ma, passata la crisi iniziale, eccola giovane, magra, con un nuovo taglio di capelli che le cambia la fisionomia. non sembra più lei, anche nei movimenti.
è più simpatica.
è più tra noi.
e gli uomini che vengono lasciati, come reagiscono?
abbandono, birra, sesso, astinenza da doccia e panza in libertà: solo uno stereotipo?
lunedì 12 gennaio 2009
la mia prima PRIMA PAGINA
MAGRETA. Ennesimo agguato notturno in via Marzaglia, al civico 157/ b. Come in un gioco di società, questi banditi sembrano procedere a salti, dopo aver tirato il dado, e colpire a sorte una casa dopo l’altra. Questa volta è toccato alla famiglia Bosco: marito, moglie e figlio piccolo. È successo la notte scorsa in uno degli appartamenti che guardano sull’oasi naturale del Colombarone. E sembra siano arrivati proprio da lì, i ladri. Infatti, la rete che divide l’oasi dalla zona residenziale è stata trovata in pessime condizioni e sulla neve circostante c’erano le impronte di più persone. "Non potevano essere meno di tre o quattro persone, a giudicare dalle manovre che hanno fatto per accedere all’appartamento, che si trova al primo piano", spiega indignato Giuseppe Bosco. I ladri si sono arrampicati fino al balcone ed hanno silenziosamente forzato la finestra. Dopo aver rovistato in alcuni cassetti del soggiorno senza trovare niente, si sono serviti dalla borsetta della signora: 500 euro appena prelevati dalla banca e tutte le chiavi. Così, senza disturbare chi dormiva al piano superiore, si sono diretti al garage, per scappare con l’automobile che vi si trovava dentro. "Siamo stati svegliati da un vicino che, tornato stamattina presto, ci ha avvisati del garage aperto - racconta la moglie - In casa non manca nulla. Hanno lasciato i cellulari e la televisione. La zona notte, che si trova di sopra, non l’hanno neanche considerata, per fortuna". Per fortuna, perché l’ultimo furto, compiuto solamente dieci giorni fa a Magreta, sempre in via Marzaglia, è degenerato in una rapina violenta che non ha risparmiato nessuno. I vicini sono dell’opinione che si tratti dello stesso gruppo. "Ma perché proprio noi? - si chiede la signora Bosco, - Abitando in un condominio pensavamo di essere più al sicuro di altri. E poi non siamo ricchi…". I carabinieri di Sassuolo, seguiti da quelli di Formigine, sono sopraggiunti tempestivamente per fare tutti i rilevamenti del caso. La signora: "aspettiamo di sapere qualcosa di più. Ci hanno dato motivo di sperare nel ritrovamento della macchina". Il quartiere tremerà per qualche giorno, prima di tornare alla normalità. "Siamo costretti a munirci di inferriate e sistema di allarme" - fa sapere Giuseppe Bosco - eccoci al paradosso: noi cittadini dobbiamo chiuderci in gabbia e loro sono fuori, liberi di andare di casa in casa".
mercoledì 7 gennaio 2009
signori e signore, ieri ho racimolato la più alta paga giornaliera da quando lavoro come collaboratrice della gazza: 11 euro!!
ebbene sì: sette foto e un articolo. un intero pomeriggio a rincorrere i pochi abitanti di magreta che si avventuravano per un paese deserto, in un giorno di festa e freddo. le foto a chi di loro si distraeva, la corsa a casa per scrivere entro le 19.00.
11 euri...
per fortuna (?) che ho preso a dare lezioni ad un bimbo un po' dis-grafico di formigine. mi faccio pagare dieci euro all'ora e lo vedo una volta alla settimana. mi sento una ladra perchè sua madre, per mantenere due figli, fa le pulizie. ma, in fondo, quel bimbo ha bisogno di aiuto e dubito che una "vera" insegnante si farebbe pagare così poco.
insomma: sopravvivo con 25 euro alla settimana.
ancora una anno e mezzo e le cose cambieranno, forse.
a volte è difficile credere ad un futuro brillante!
ebbene sì: sette foto e un articolo. un intero pomeriggio a rincorrere i pochi abitanti di magreta che si avventuravano per un paese deserto, in un giorno di festa e freddo. le foto a chi di loro si distraeva, la corsa a casa per scrivere entro le 19.00.
11 euri...
per fortuna (?) che ho preso a dare lezioni ad un bimbo un po' dis-grafico di formigine. mi faccio pagare dieci euro all'ora e lo vedo una volta alla settimana. mi sento una ladra perchè sua madre, per mantenere due figli, fa le pulizie. ma, in fondo, quel bimbo ha bisogno di aiuto e dubito che una "vera" insegnante si farebbe pagare così poco.
insomma: sopravvivo con 25 euro alla settimana.
ancora una anno e mezzo e le cose cambieranno, forse.
a volte è difficile credere ad un futuro brillante!
lunedì 5 gennaio 2009
sintomi di crisi a modena
decido di postare un articolo mai pubblicato. l'ho scritto quando, questa primavera, cominciavano a farsi sentire i primi sintomi di collasso del sinsema economico "all'occidentale".
mi dispiaceva affidare il pezzo alla memoria fallace del mio vecchio computer e quindi... eccolo alla luce.
________________
La nostra bella cittadina, come sappiamo, non è risparmiata dalla crisi economica. Vediamo calare produzione e domanda ed aumentare i prezzi dei beni di consumo. È “solo” la naturale conseguenza del rincaro d’una fonte d’energia che comincia ad esaurirsi a livello mondiale?
"La corsa dei prezzi del petrolio ha indotto l'accelerazione della componente energetica, mentre gli alimentari riflettono le forti sollecitazioni provenienti dalla filiera cerealicola". Non bisogna però allarmarsi troppo, raccomanda l’Assessore alle Politiche Economiche del Comune di Modena: "l'economia funziona a cicli, vi sono momenti di espansione e fasi di contrazione. Ora stiamo assistendo ad una fase di contrazione in cui l'inflazione sta aumentando, trascinata dall'ascesa del prezzo del petrolio, ma possiamo evitare quello che abbiamo sperimentato negli anni settanta investendo di più in quelle tecnologie che ci permettono di risparmiare sulla domanda di materie prime e di aumentare l'offerta di energia rinnovabile". Inoltre l'inflazione a Modena risulta essere nel complesso di due punti percentuali, e addirittura di cinque nel comparto alimentare, più bassa rispetto alla media nazionale".
Non gridiamo al lupo, dunque. Indubbiamente, però, il fenomeno non deve essere sottovalutato. L’importanza di ridurre la dipendenza dal petrolio la conoscevamo anche prima che il panico da “esaurimento scorte” fosse all’ordine del giorno, almeno da quando sappiamo che il suo utilizzo produce inquinamento. A questo punto, forse, è il momento di chiedersi se non è il caso di considerare l'aumento del prezzo del greggio come un'“occasione”: l'occasione di non aver altra scelta, se non quella di investire sulla diversificazione delle fonti d’energia, sul risparmio energetico, sulla ricerca e sull'innovazione di fonti alternative rinnovabili. Per quanto riguarda la cosiddetta “energia del futuro” la Provincia di Modena dimostra una certa apertura mentale. Inoltre "il Comune di Modena" rivela l’Assessore Prampolini, "è da tempo attivo nella riduzione dei consumi energetici e leader in progetti nazionali ed europei sulla sostenibilità, ha promosso progetti di investimento su opere pubbliche ed attivato finanziamenti pubblici. Modena nel 2007 ha approvato un Piano Energetico Comunale con una parte consistente dedicata ad azioni per il risparmio energetico, per l’uso delle rinnovabili, per la sostenibilità urbana e per la promozione dell’edilizia biocompatibile e della certificazione energetica nelle costruzioni". Il numero di progetti già realizzati, tra scuole e strutture sportive, che utilizzano energia solare termica e fotovoltaica, è considerevole. Anche tra le aziende c’è grande fermento per quanto riguarda il tema dell’energia alternativa. "Prendiamo il fotovoltaico: molte aziende lo usano e lo useranno, ma solo finché sarà sovvenzionato, in quanto il suo costo è ancora superiore a quello degli idrocarburi", afferma Dino Piacentini, presidente dell’Apmi Modena, la quale, con il servizio SicurApi, dà consulenza alle imprese anche in materia di normative ambientali. Nell’ultimo anno, inoltre, il Comune di Modena ha attivato convenzioni/protocolli per la sperimentazione di progetti con utilizzo di energia geotermica e sta sviluppando progetti sperimentali per l’utilizzo di energie alternative quali l’eolico sull’Appennino. Tutto questo lascia ben sperare, ma lo si può considerare poco più di un buon inizio alla luce dell’ambizioso obiettivo di raggiungere, entro il 2010, una riduzione dell’1% nelle emissioni di gas serra rispetto al 1990. Considerato che nel decennio 1990-2000 le emissioni di gas climalteranti sono, invece, aumentate dell’8,8%, "c’è bisogno di scelte drastiche in termini di cambiamento dei modelli di vita della società modenese". È ancora l’Assessore del Comune di Modena a suggerire due linee principali di intervento: " un attento risparmio energetico e la diminuzione delle emissioni di CO2 da parte del sistema, a parità di funzione/servizio messo a disposizione, grazie alla produzione di energia e servizi con sistemi a minore impatto sull’ambiente". Per quanto riguarda il settore secondario, permane lo spettro dei costi industriali. "Le industrie sono interessate a cercare energia al più basso costo possibile ed a costare meno per il processo industriale sono ancora gli idrocarburi. Bisogna prendere atto che l’energia a basso costo non esisterà più, quindi è prioritario limitarne le perdite". In qualche modo, insomma, energia fa rima con responsabilità ed anche con risparmio e sostenibilità: le parole che devono guidare la condotta delle aziende e dei cittadini, per onorare un nuovo patto con l’ambiente in cui viviamo. (l.p.)
mi dispiaceva affidare il pezzo alla memoria fallace del mio vecchio computer e quindi... eccolo alla luce.
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La nostra bella cittadina, come sappiamo, non è risparmiata dalla crisi economica. Vediamo calare produzione e domanda ed aumentare i prezzi dei beni di consumo. È “solo” la naturale conseguenza del rincaro d’una fonte d’energia che comincia ad esaurirsi a livello mondiale?
"La corsa dei prezzi del petrolio ha indotto l'accelerazione della componente energetica, mentre gli alimentari riflettono le forti sollecitazioni provenienti dalla filiera cerealicola". Non bisogna però allarmarsi troppo, raccomanda l’Assessore alle Politiche Economiche del Comune di Modena: "l'economia funziona a cicli, vi sono momenti di espansione e fasi di contrazione. Ora stiamo assistendo ad una fase di contrazione in cui l'inflazione sta aumentando, trascinata dall'ascesa del prezzo del petrolio, ma possiamo evitare quello che abbiamo sperimentato negli anni settanta investendo di più in quelle tecnologie che ci permettono di risparmiare sulla domanda di materie prime e di aumentare l'offerta di energia rinnovabile". Inoltre l'inflazione a Modena risulta essere nel complesso di due punti percentuali, e addirittura di cinque nel comparto alimentare, più bassa rispetto alla media nazionale".
Non gridiamo al lupo, dunque. Indubbiamente, però, il fenomeno non deve essere sottovalutato. L’importanza di ridurre la dipendenza dal petrolio la conoscevamo anche prima che il panico da “esaurimento scorte” fosse all’ordine del giorno, almeno da quando sappiamo che il suo utilizzo produce inquinamento. A questo punto, forse, è il momento di chiedersi se non è il caso di considerare l'aumento del prezzo del greggio come un'“occasione”: l'occasione di non aver altra scelta, se non quella di investire sulla diversificazione delle fonti d’energia, sul risparmio energetico, sulla ricerca e sull'innovazione di fonti alternative rinnovabili. Per quanto riguarda la cosiddetta “energia del futuro” la Provincia di Modena dimostra una certa apertura mentale. Inoltre "il Comune di Modena" rivela l’Assessore Prampolini, "è da tempo attivo nella riduzione dei consumi energetici e leader in progetti nazionali ed europei sulla sostenibilità, ha promosso progetti di investimento su opere pubbliche ed attivato finanziamenti pubblici. Modena nel 2007 ha approvato un Piano Energetico Comunale con una parte consistente dedicata ad azioni per il risparmio energetico, per l’uso delle rinnovabili, per la sostenibilità urbana e per la promozione dell’edilizia biocompatibile e della certificazione energetica nelle costruzioni". Il numero di progetti già realizzati, tra scuole e strutture sportive, che utilizzano energia solare termica e fotovoltaica, è considerevole. Anche tra le aziende c’è grande fermento per quanto riguarda il tema dell’energia alternativa. "Prendiamo il fotovoltaico: molte aziende lo usano e lo useranno, ma solo finché sarà sovvenzionato, in quanto il suo costo è ancora superiore a quello degli idrocarburi", afferma Dino Piacentini, presidente dell’Apmi Modena, la quale, con il servizio SicurApi, dà consulenza alle imprese anche in materia di normative ambientali. Nell’ultimo anno, inoltre, il Comune di Modena ha attivato convenzioni/protocolli per la sperimentazione di progetti con utilizzo di energia geotermica e sta sviluppando progetti sperimentali per l’utilizzo di energie alternative quali l’eolico sull’Appennino. Tutto questo lascia ben sperare, ma lo si può considerare poco più di un buon inizio alla luce dell’ambizioso obiettivo di raggiungere, entro il 2010, una riduzione dell’1% nelle emissioni di gas serra rispetto al 1990. Considerato che nel decennio 1990-2000 le emissioni di gas climalteranti sono, invece, aumentate dell’8,8%, "c’è bisogno di scelte drastiche in termini di cambiamento dei modelli di vita della società modenese". È ancora l’Assessore del Comune di Modena a suggerire due linee principali di intervento: " un attento risparmio energetico e la diminuzione delle emissioni di CO2 da parte del sistema, a parità di funzione/servizio messo a disposizione, grazie alla produzione di energia e servizi con sistemi a minore impatto sull’ambiente". Per quanto riguarda il settore secondario, permane lo spettro dei costi industriali. "Le industrie sono interessate a cercare energia al più basso costo possibile ed a costare meno per il processo industriale sono ancora gli idrocarburi. Bisogna prendere atto che l’energia a basso costo non esisterà più, quindi è prioritario limitarne le perdite". In qualche modo, insomma, energia fa rima con responsabilità ed anche con risparmio e sostenibilità: le parole che devono guidare la condotta delle aziende e dei cittadini, per onorare un nuovo patto con l’ambiente in cui viviamo. (l.p.)
venerdì 2 gennaio 2009
martedì 30 dicembre 2008
La residenza per anziani fa il pieno
FORMIGINE. Sono trascorsi quasi tre mesi dall’inaugurazione della Residenza Sanitaria Assistita di Formigine, che trova collocazione nell’area prospiciente via Giardini dell’ex ospedale, chiuso dieci anni fa nell’apprensione generale. Per verificare l’andamento dell’ RSA, ci rivolgiamo a Emilio Mazzoli, direttore di questa nuova realtà che, assieme al centro prelievi ed ai poliambulatori, costituisce, dal punto di vista spaziale ma non gestionale, il nuovo polo socio-sanitario del paese.
In contesto gestionale l’ex ospedale di Formigine rinasce dalle ceneri come RSA, e che investimento è stato fatto?
“L’operazione per la realizzazione dell’RSA è avvenuta nell’ambito della Legge Merloni, o projet-finance, cioè una partecipazione pubblico-privato. La gestione vede in prima linea “Residenza Formigine Srl”: una società formata ad hoc, in convenzione con le Amministrazioni comunali di Formigine, Sassuolo, Maranello, Fiorano e con il Distretto dell’azienda Usl”, spiega il direttore Emilio Mazzoli. “L’investimento non è stato di poco conto, quasi 6 milioni di euro, compreso il lotto ancora in fase di costruzione, che sarà operativo dall’estate 2009”.
Che richiesta c’è e quanti ospiti può accogliere il complesso?
“Ospitiamo già 48 persone sui 50 posti fruibili, che diventeranno 86 una volta resa operativa l’area a sud, che è in fase di approntamento. Dei 50 posti attualmente disponibili, 40 sono convenzionati col servizio sanitario regionale attraverso l’azienda Usl di Modena. La graduatoria per accedere a questi posti è distrettuale, noi accogliamo gli anziani su indicazione del cosiddetto servizio anziani di Sassuolo. La richiesta per questi posti è molto superiore all’offerta disponibile. I restanti posti sono, invece, a gestione privata e possono essere fruiti dai cittadini indipendentemente dal Distretto. Naturalmente il trattamento è identico fra chi è a titolo privato e chi è in convenzione, cambia però la retta: 105 euro al giorno per i primi, 47 per chi può usufruire dei finanziamenti pubblici del servizio sanitario”.
Tra gli ospiti si registrano discontinuità di provenienza a livello di Distretto?
“La grande maggioranza degli attuali anziani residenti è di Formigine, 21, contro i 17 di Sassuolo, i 2 di Maranello e il singolo ospite di Fiorano.
Quali servizi e figure assistenziali vengono offerte all’anziano che si rivolge all’RSA?
“Accogliamo anziani con livelli di non autosufficienza medio, alto e altissimo, quindi l’assistenza sanitaria copre le 24 ore. Abbiamo una presenza di infermieri e operatori socio-assistenziali in linea con le indicazioni delle normative regionali, oltre a due geriatre, presenti dal lunedì al sabato ed una fisioterapista, per attività di riabilitazione e mantenimento. I bisogni assistenziali vengono soddisfatti nella totalità. Sono garantiti i servizi alberghieri standard ed abbiamo una cucina interna operativa tutti i giorni, anche durante le feste. La Residenza non manca di servizi collaterali quali una Cappella, dove si celebra puntualmente la messa ed una parrucchiera, per creare sostegno dal punto di vista dell’immagine, in un concetto generale di salute. Nel rispetto degli indirizzi regionali, l’organizzazione degli ospiti, e quindi del personale, rispetta i “nuclei” di non più di 20 anziani, a garanzia di un’alta qualità assistenziale e della centralità dell’ospite”. (linda petracca)
__________________________________________
ieri pomeriggio sono stata all'ufficio stampa del Comune di Formigine ed ho fatto una scoperta: la gente legge i miei pezzi.
ok, lo sapevo già.
ma ogni volta che ti trovi a tu per tu con qualcuno che ha letto un tuo pezzo è una prima volta.
lavorare per la pagina della provincia poi, ti sottopone molto di più a queste situazioni. il sindaco di quel paese ti legge per forza. e, con lui, amministratori e consiglieri. gli addetti stampa. il prete. lo sai che lo leggono. eppure quando te lo dicono, ti stupisci ancora. e quasi ti vergogni. (oddio e se c'era un errore di battitura?!). ogni volta mi viene da pensare: non scrivo più!
e poi: ma cosa sto dicendo, scrivo per essere letta.
e poi: parlare è meno imbarazzante di scrivere.
sì, credo che sia così.
In contesto gestionale l’ex ospedale di Formigine rinasce dalle ceneri come RSA, e che investimento è stato fatto?
“L’operazione per la realizzazione dell’RSA è avvenuta nell’ambito della Legge Merloni, o projet-finance, cioè una partecipazione pubblico-privato. La gestione vede in prima linea “Residenza Formigine Srl”: una società formata ad hoc, in convenzione con le Amministrazioni comunali di Formigine, Sassuolo, Maranello, Fiorano e con il Distretto dell’azienda Usl”, spiega il direttore Emilio Mazzoli. “L’investimento non è stato di poco conto, quasi 6 milioni di euro, compreso il lotto ancora in fase di costruzione, che sarà operativo dall’estate 2009”.
Che richiesta c’è e quanti ospiti può accogliere il complesso?
“Ospitiamo già 48 persone sui 50 posti fruibili, che diventeranno 86 una volta resa operativa l’area a sud, che è in fase di approntamento. Dei 50 posti attualmente disponibili, 40 sono convenzionati col servizio sanitario regionale attraverso l’azienda Usl di Modena. La graduatoria per accedere a questi posti è distrettuale, noi accogliamo gli anziani su indicazione del cosiddetto servizio anziani di Sassuolo. La richiesta per questi posti è molto superiore all’offerta disponibile. I restanti posti sono, invece, a gestione privata e possono essere fruiti dai cittadini indipendentemente dal Distretto. Naturalmente il trattamento è identico fra chi è a titolo privato e chi è in convenzione, cambia però la retta: 105 euro al giorno per i primi, 47 per chi può usufruire dei finanziamenti pubblici del servizio sanitario”.
Tra gli ospiti si registrano discontinuità di provenienza a livello di Distretto?
“La grande maggioranza degli attuali anziani residenti è di Formigine, 21, contro i 17 di Sassuolo, i 2 di Maranello e il singolo ospite di Fiorano.
Quali servizi e figure assistenziali vengono offerte all’anziano che si rivolge all’RSA?
“Accogliamo anziani con livelli di non autosufficienza medio, alto e altissimo, quindi l’assistenza sanitaria copre le 24 ore. Abbiamo una presenza di infermieri e operatori socio-assistenziali in linea con le indicazioni delle normative regionali, oltre a due geriatre, presenti dal lunedì al sabato ed una fisioterapista, per attività di riabilitazione e mantenimento. I bisogni assistenziali vengono soddisfatti nella totalità. Sono garantiti i servizi alberghieri standard ed abbiamo una cucina interna operativa tutti i giorni, anche durante le feste. La Residenza non manca di servizi collaterali quali una Cappella, dove si celebra puntualmente la messa ed una parrucchiera, per creare sostegno dal punto di vista dell’immagine, in un concetto generale di salute. Nel rispetto degli indirizzi regionali, l’organizzazione degli ospiti, e quindi del personale, rispetta i “nuclei” di non più di 20 anziani, a garanzia di un’alta qualità assistenziale e della centralità dell’ospite”. (linda petracca)
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ieri pomeriggio sono stata all'ufficio stampa del Comune di Formigine ed ho fatto una scoperta: la gente legge i miei pezzi.
ok, lo sapevo già.
ma ogni volta che ti trovi a tu per tu con qualcuno che ha letto un tuo pezzo è una prima volta.
lavorare per la pagina della provincia poi, ti sottopone molto di più a queste situazioni. il sindaco di quel paese ti legge per forza. e, con lui, amministratori e consiglieri. gli addetti stampa. il prete. lo sai che lo leggono. eppure quando te lo dicono, ti stupisci ancora. e quasi ti vergogni. (oddio e se c'era un errore di battitura?!). ogni volta mi viene da pensare: non scrivo più!
e poi: ma cosa sto dicendo, scrivo per essere letta.
e poi: parlare è meno imbarazzante di scrivere.
sì, credo che sia così.
lunedì 29 dicembre 2008
per quanto si possa essere cinici e disillusi. per quando il proprio dio sia cerebralmente morto, praticamente un vegetale. per quanto tutto, l'anno nuovo fa un certo effetto.
è nuovo. ed è un anno.
cioè... festeggiando il capodanno ti ritrovi a pensare all'anno avvenire come un tutto, non pensi che l'"anno nuovo" è un'entità inesistente. che si tratta del continuo, esauribile, trascorrere di giorni. vedi, senza volerlo, un avvenire concretizzato in un lasso di tempo concentrato. un futuro in scatola. non tanto diverso da tutte le altre scatole che giacevano sotto l'albero di natale fino a qualche giorno fa. erano i soliti regali comprati all'ultimo momento. ok, dai... qualcuno era azzeccato. ma erano cose comuni, insomma!
eppure, incartate, quelle cose comuni lì sono gravide di una tiepida fantasia di mistero. anche se sei cinico. anche se il tuo dio è moribondo. dai, per un attimo non vedi l'ora di sapere cosa c'è dentro!
ecco. la stessa cosa è l'anno nuovo. è una serie di giornate in fila indiana... cosa vuoi che sia, l'anno nuovo! eppure per un attimo ci credi, che l'augurio di "felice anno nuovo: che ti porti tanta felicità e spensieratezza" si possa avverare.
io sono cinica. e il mio dio è cinico come me. ma ogni gennaio dell'anno nuovo vado a scompigliare il mio aspetto dalla parrucchiera. mi faccio tagliare e tingere i capelli, per essere nuova.
è nuovo. ed è un anno.
cioè... festeggiando il capodanno ti ritrovi a pensare all'anno avvenire come un tutto, non pensi che l'"anno nuovo" è un'entità inesistente. che si tratta del continuo, esauribile, trascorrere di giorni. vedi, senza volerlo, un avvenire concretizzato in un lasso di tempo concentrato. un futuro in scatola. non tanto diverso da tutte le altre scatole che giacevano sotto l'albero di natale fino a qualche giorno fa. erano i soliti regali comprati all'ultimo momento. ok, dai... qualcuno era azzeccato. ma erano cose comuni, insomma!
eppure, incartate, quelle cose comuni lì sono gravide di una tiepida fantasia di mistero. anche se sei cinico. anche se il tuo dio è moribondo. dai, per un attimo non vedi l'ora di sapere cosa c'è dentro!
ecco. la stessa cosa è l'anno nuovo. è una serie di giornate in fila indiana... cosa vuoi che sia, l'anno nuovo! eppure per un attimo ci credi, che l'augurio di "felice anno nuovo: che ti porti tanta felicità e spensieratezza" si possa avverare.
io sono cinica. e il mio dio è cinico come me. ma ogni gennaio dell'anno nuovo vado a scompigliare il mio aspetto dalla parrucchiera. mi faccio tagliare e tingere i capelli, per essere nuova.
giovedì 25 dicembre 2008
durante il pranzo di natale, le signore di tre famiglie diverse, imparentate da quando l'anno scorso mio zio s'è sposato, hanno intrapreso uno di quei discorsi un po' grotteschi che funzionano come il gioco della dama. si, insomma... uno comincia raccontando un aneddoto schifoso e gli altri presenti, a turno e per associazione, ne raccontano altri, ancora, ancora e ancora. si finisce puntualmente in qualche altro luogo discorsivo che le menti umane, giocando, hanno deciso di raggiungere senza informarne gli ospiti.
bene.
il primo aneddoto, buttato sulla tavola imbandita, riguardava un poveretto in guerra che, non avendo nulla da mangiare, s'era cucinato un topo bello cicciotto.
tra smorfie e cenni di comprensione il discorso ha preso in causa molti altri animali. i serpenti, le cavallette, i vermi che sono ricchi di proteine...
la mia cara bisnonna, che la seconda guerra mondiale l'ha vissuta tutta, salta su: a me hanno cucinato un gatto.
la carne è simile al coniglio, ma le ossa sono più bianche. beh, mi hanno cotto anche dei topi...
ma i gatti... ah, i gatti sono una cannonata!!
bene.
il primo aneddoto, buttato sulla tavola imbandita, riguardava un poveretto in guerra che, non avendo nulla da mangiare, s'era cucinato un topo bello cicciotto.
tra smorfie e cenni di comprensione il discorso ha preso in causa molti altri animali. i serpenti, le cavallette, i vermi che sono ricchi di proteine...
la mia cara bisnonna, che la seconda guerra mondiale l'ha vissuta tutta, salta su: a me hanno cucinato un gatto.
la carne è simile al coniglio, ma le ossa sono più bianche. beh, mi hanno cotto anche dei topi...
ma i gatti... ah, i gatti sono una cannonata!!
martedì 23 dicembre 2008
stavolta scrivo
ho ancora la tremarella addosso. è come se la scossa tellurica si fosse propagata in me e dovesse ancora scaricarsi del tutto.
erano due. le seconde due.
è successo anche oggi pomeriggio, verso le 16.30.
la conclusione di una giornata sbagliata. con: fallimento della sveglia, febbre, stampante che non funziona e conseguente viaggio fino alla redazione, a modena. con la febbre che mi faceva sentire drogata di sostanze da evitare assolutamente.
cammino, nel freddo, fino alla biblioteca, per ottimizzare i tempi concentrandomi in un paio d'ore di studio. dovrei trovare il mio ragazzo, caldo e accogliente, mentre lavora alla sua tesi di laurea. non c'è. male...
m'arrendo alla cattiveria di questa giornata. mi siedo.
terremoto.
-ci è stato intimato di farvi uscire tutti e chiudere la struttura almeno fino a domani-, annuncia una bibliotecaria.
incasso il colpo pensando che chiunque stia scrivendo la storia della mia giornata si diverte un bel po'. e che questo è perfetto come finale. insistendo con altre calamità esaspererebbe la scena.
quindi, se non altro, il peggio è passato, Linda.
comunque sono trascorse una decina di ore. ed ecco altre due scosse. saranno sempre circa di grado 5 della scala richter, a giudicare da come si sono mosse le ruotine della sedia. da come ha sobbalzato la scrivania. e dal modo in cui, per un solo secondo, mi è mancato il mondo da sotto le pantofole profumate al cocco.
ecco. se vogliamo andare a caccia di simboli della nostra epoca, e ci piace sorridere in modo amaro, per farci i fighi, eccolo: non avere il pavimento sotto i piedi, precipitare, ma... con un caldo paio di pantofole profumate al cocco.
è il momento di sorridere amaramente e...
riconoscere che le mie paure si moltiplicano. passa il tempo e passano le minime sicurezze. mi aggrappo a quelle di salvataggio: la famiglia, l'amore.
non funziona. la paura di perderle mi avvilisce e mi svela nuove paure terribili.
no, non sto passando quel benedetto momento che giunge prima o poi nella vita di tutti e ci svela che il cosmo va ben oltre l'appartamentino con dentro la mamma, il papà e la bambola che piange per davvero. non sto vivendo l'età critica della separazione del proprio io dal nucleo famigliare, dell'amore/terrore della libertà. insomma, non è una cazzo di crisi adolescenziale!!
lo so. perchè è diverso.
e questa scossa me l'ha detto, stasera.
è arrivata ad esasperare un'inquietudine diffusa che mi tormentava in questi giorni, fino a farmi ammettere: io ho paura.
mi sento l'eroe stanco di un videogioco d'avventura. ci sono trabocchetti e predatori dappertutto. sto sempre allerta e sono sfinito.
erano due. le seconde due.
è successo anche oggi pomeriggio, verso le 16.30.
la conclusione di una giornata sbagliata. con: fallimento della sveglia, febbre, stampante che non funziona e conseguente viaggio fino alla redazione, a modena. con la febbre che mi faceva sentire drogata di sostanze da evitare assolutamente.
cammino, nel freddo, fino alla biblioteca, per ottimizzare i tempi concentrandomi in un paio d'ore di studio. dovrei trovare il mio ragazzo, caldo e accogliente, mentre lavora alla sua tesi di laurea. non c'è. male...
m'arrendo alla cattiveria di questa giornata. mi siedo.
terremoto.
-ci è stato intimato di farvi uscire tutti e chiudere la struttura almeno fino a domani-, annuncia una bibliotecaria.
incasso il colpo pensando che chiunque stia scrivendo la storia della mia giornata si diverte un bel po'. e che questo è perfetto come finale. insistendo con altre calamità esaspererebbe la scena.
quindi, se non altro, il peggio è passato, Linda.
comunque sono trascorse una decina di ore. ed ecco altre due scosse. saranno sempre circa di grado 5 della scala richter, a giudicare da come si sono mosse le ruotine della sedia. da come ha sobbalzato la scrivania. e dal modo in cui, per un solo secondo, mi è mancato il mondo da sotto le pantofole profumate al cocco.
ecco. se vogliamo andare a caccia di simboli della nostra epoca, e ci piace sorridere in modo amaro, per farci i fighi, eccolo: non avere il pavimento sotto i piedi, precipitare, ma... con un caldo paio di pantofole profumate al cocco.
è il momento di sorridere amaramente e...
riconoscere che le mie paure si moltiplicano. passa il tempo e passano le minime sicurezze. mi aggrappo a quelle di salvataggio: la famiglia, l'amore.
non funziona. la paura di perderle mi avvilisce e mi svela nuove paure terribili.
no, non sto passando quel benedetto momento che giunge prima o poi nella vita di tutti e ci svela che il cosmo va ben oltre l'appartamentino con dentro la mamma, il papà e la bambola che piange per davvero. non sto vivendo l'età critica della separazione del proprio io dal nucleo famigliare, dell'amore/terrore della libertà. insomma, non è una cazzo di crisi adolescenziale!!
lo so. perchè è diverso.
e questa scossa me l'ha detto, stasera.
è arrivata ad esasperare un'inquietudine diffusa che mi tormentava in questi giorni, fino a farmi ammettere: io ho paura.
mi sento l'eroe stanco di un videogioco d'avventura. ci sono trabocchetti e predatori dappertutto. sto sempre allerta e sono sfinito.
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