mercoledì 23 febbraio 2011
missbrigo
per mettere in fila le cose da fare impiego mezza ora poi per dimenticarmi quelle da non fare impiego altrettanto tempo ma in un attimo di distrazione mi dimentico una cosa da fare e ne faccio una che era meglio di no così per rimediare al pasticcio ci metto mezza ora di tempo allora in tutto una ora e mezza di programmazione e tutta la giornata da rincorrere
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venerdì 10 dicembre 2010
LA SPERANZA PAGA
Era una tua ambizione professionale fare l’assessore?
"Non avrei mai immaginato di ricoprire un ruolo simile, per almeno due motivi: prima di tutto non pensavo di averne le capacità e in secondo luogo sentivo quanto il sistema politico fosse distante dai cittadini e quindi anche da me e dalla mia sensibilità. Quando la Sindaco, Maria Laura Reggiani, me lo chiese la prima volta rifiutai! Ma continuai a pensare a ciò che avrebbe potuto fare una persona lontana dalle dinamiche politiche e motivata esclusivamente dalla voglia di fare qualcosa per il suo paese, soprattutto in ambito energetico e ambientale. Mi convinsi che potevo fare la differenza. Ecco perché, infine, ho accettato l’incarico: la speranza che qualcosa possa cambiare in meglio è ciò che mi motiva ancora adesso, nonostante le numerose difficoltà e i sacrifici continui. Tra le mie deleghe, quella cui sono più affezionata, è “Ambiente e Territorio”, cioè quella che prevede il lavoro più silenzioso e, in apparenza, più marginale, ma che può davvero cambiare la vita delle persone.
Tra i tuoi coetanei c’è lo stesso interesse a impegnarsi per il bene pubblico e assumersi responsabilità che ricadono su un intero paese?
Il confronto è stato molto difficile: per la maggior parte delle persone, e in particolar modo per i ragazzi della mia età, è complesso concepire un impegno pubblico di questo tipo; senza tralasciare che alcune parole come “amministratore”, “giunta”, “assessorato” hanno acquisito una connotazione negativa ed evocano una sensazione di conflitto nei cittadini. In realtà credo che chiunque si ritrovasse, come me, immerso in questo lavoro per la propria città e i propri cittadini, troverebbe l’amore e la passione per portarlo avanti e smentirebbe qualsiasi suo preconcetto. Io ci metto tutta me stessa per comunicare alle persone il mio atteggiamento di amore e di speranza nel futuro. Ma non è facile, perché questa drammatica incomunicabilità che allontana la politica dal mondo reale è comunque il sintomo di un sistema incancrenito e di un modo di amministrare il territorio basato soprattutto su questioni di calcolo.
Qual è l’aspetto più appagante del tuo lavoro, quello che ti fa sperare meglio per il futuro?
La cosa più bella che può succedere in questo mio lavoro è che a fronte di approcci spigolosi, quando il mio interlocutore percepisce l’animo con cui affronto le cose, perde ogni rigidità e la sua comprensione diventa la mia energia per andare avanti. Ho fiducia, nel mio piccolo, che la mia speranza accenda speranza anche negli altri, che contribuisca all’istaurarsi di un movimento virtuoso.
Per il tuo futuro personale, che speranze nutri?
È una domanda complessa cui rispondere, perché portare avanti questo lavoro, con questo tipo di profondità, che contraddistingue tutti noi assessori e la nostra sindaco, lascia poco tempo per valorizzare il mio titolo di studi. Nonostante ciò, da un po’ di tempo ho ripreso a lavorare come ingegnere e vedo che anche in queste vesti mantengo l’approccio che ho acquisito occupandomi della cosa pubblica. Ho capito che questa esperienza mi ha cambiato la vita e mi accompagnerà sempre nel mio percorso, che esso mi veda come amministratore pubblico o come tecnico. Posso dire che questo atteggiamento farà sicuramente parte del mio futuro personale, perché sto dimostrando a me stessa che la speranza paga… solo così si possono cambiare le cose!
sabato 20 novembre 2010
otto e mafalda: ciack!
otto: "anche tu qui per l'esame di informatica?"
sconosciuta: "eh, sì. è il mio ultimo esame. sono stata poco astuta a tenermi un esame così lungo alla fine! a dire il vero è la sesta volta che provo! spero di farcela."
otto pensa: (lungo? sesto tentativo? ossantodio, ma guarda quante fotocopie che sta ripassando... e chi sapeva che ci fosse tutto quel materiale da studiare?)
sconosciuta: "tu hai fatto le esercitazioni consigliate dalla prof, sul sito?"
otto: "eh no, ho preparato l'esame stanotte (ma se certi retroscena li tenessi per me?). ma dimmi, sconosciuta, dove si fa l'esame? a che ora? quanto dura? chi è la prof? (tanto ormai ha capito che sono qui solo per tentare la sorte).
sconosciuta: "l'esame dura quasi un'ora! là dentro, vedi? io mi sono iscritta all'appello delle dieci, tu?"
otto: "...mmmhhhh (io devo prendere il treno alle 12.00 perchè devo passare da casa, prendere la mia tartaruga d'acqua gigante, il monopattino di barbie di mia sorella... e correre a lavorare per formizine) sì, anche io faccio l'esame alle dieci!!"
RUN OTTO RUN, TIME
alle 11.54 otto è sul treno che la porterà a modena. alle 12.30 è sull'auto che la porterà a formigine. alle 13 è a casa, dove preleva la tartaruga e il monopattino. alle 13.30 arriva laura mafalda a casa sua, con il suo ombrellino cinese e le marmotte scuoiate ai piedi: sono pronte!
alle 14.00 otto e mafalda incontrano francesco sulla pista ciclabile:
CIACK SI GIRA!
MOVIE TIME
....
telecamera bassa (punto di vista della tartaruga)
Mafalda passa sul monopattino, superando l'occhio della camera;
torna indietro e si china: "ehi ciao! Anche tu qui? Stiamo andando nella stessa direzione? Otto, vieni a vedere chi c’è! Stava andando anche lei nella nostra direzione! Dice che a cà bella c’è una festa!
Otto arriva di corsa con l'ombrellino cinese, per ripararsi dal sole, si china: ohi, ciao bella! Io non sapevo che ci fosse anche una festa, noi stavamo andando a una mostra, LA MOSTRA DAL BASSO!
Mafalda e Otto in coro: che bello! ma allora ci vediamo là!
Otto: sta venendo tardi e fra un po’ farà buio, noi andiamo! ti aspettiamo!
Otto e Mafalda partono sul monopattino e cantano: "la taaaartaaaarugaaaaa, un giorno fuuuuuuu"
Visione “notturna”: la tartaruga ancora cammina verso ca bella…
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DISCOVERING THE SENSE OF LIFE TIME
Mafalda, Otto, e Francesco hanno girato, in mezz'ora, il video promozionale del concorso di fotografia ideato da formizine e non riescono a smettere di ridere. la tartaruga d'acqua, che ha recitato la parte della tartaruga di terra, è entusiasta! mentre formizine ha capito di avere una mascotte, lei, che non era mai uscita dall'acquario, ha capito cosa vuol fare da grande, l'attrice, naturalmente.
domenica si monta il video. e lunedì si lancia sul sito: www.formizine.it
ah: otto ha passato l'esame con il minimo dei punti e il massimo della soddisfazione possibile.
http://www.formizine.it/mostra-dal-basso/
lunedì 15 novembre 2010
www.formizine.it
sul tavolo ci sono biscotti di pasta frolla, chinotto, salatini, birre, patatine (ah, no, quelle sono finite), mandorle salate, frutta. le briciole di una riunione fra cinque ragazzi che non si conoscevano fino a un paio di settimane fa. stiamo costruendo qualcosa insieme e siamo emozionati. e talmente pieni di idee che non riusciamo ad aprire un pensiero senza cominciarne altri, infiniti. ci mangiamo le parole perchè c'è troppo da dire e non abbiamo ancora trovato il modo per dirle tutte insieme... "bisogna fare ordine, ragazzi, di cosa stavamo parlando?" ah, sì, è vero, andiamo con ordine sennò finiamo per non concludere nulla...!
la frenesia che mi impedisce di ascoltare saviano è quell'energia saltellante che riempiva questa riunione prima che ve ne andaste, ragazzi. erano le 21.45 e parlavamo dalle 16.30. vi guardavo e pensavo a quante cose belle e importanti potete fare insieme. c'è la paura che qualcuno si stanchi prima degli altri e, insieme, il timore che ci facciamo prendere troppo dalle nostre stesse potenzialità, rischiando di bruciarle in un fuoco artificiale di cui rimarrebbe solo la puzza di fumo. ma l'immagine dell'alle, che non riesce a stare ferma neanche lei, con quella frenesia e gli occhioni spalancati "ma stiamo facendo una cosa bellissima! coinvolgetemi! fatemi fare qualcosa di utile, non vedevo l'ora di far parte di un progetto così! e se ne parlo con la mia professoressa? e se faccio il tirocinio con voi?"
scrivo perchè vorrei dire, adesso, mentre lo sento, che sta nascendo qualcosa di importante. ma le briciole di patatine dicono che è già nato.
www.formizine.it
domenica 7 novembre 2010
Lorella, Loredana, Giovanna
Nascono, su www.ilcorpodelledonne.net di Lorella Zanardo, tre forum: “Nascono dall’esigenza di dare continuità ad alcuni dibattiti interessanti che rischiavano di perdersi tra i molti commenti che arrivano al blog, - spiega Lorella, - Tre i temi di discussione: il primo intende fornire uno strumento di valutazione dei proprio messaggi pubblicitari alle aziende sensibili alla propria reputazione. Nel forum si raccolgono esempi positivi e negativi di campagne di comunicazione che utilizzano l’immagine della donna. Un secondo ed un terzo forum sono dedicati rispettivamente alle ragazze ed agli uomini.

Coinvolgere gli uomini, appunto.
Giovanna Cosenza, dalle pagine di http://www.giovannacosenza.wordpress.com/ mette in chiaro che “la questione delle donne non riguarda solo le donne, ma gli uomini e tutti i generi sessuali”. Eppure l’appello di Repubblica ha attirato solo pochissimi uomini. Ed è stato lanciato solo da tre donne. “E gli altri generi? Vogliamo chiusure, ghetti, barriere? Vogliamo riprodurre gli errori del femminismo storico?”. Il femminismo delle strade, abbiamo detto, non funziona più. In passato erano sempre e solo le donne a marciare per i loro diritti. Oggi sono meno di allora e più disilluse. La crisi di quel modello di ribellione deve essere equilibrata dalla consapevolezza che “Il problema delle diseguaglianze di genere, - continua Giovanna, - appartiene a tutti, non solo alle donne. Lo dimostra il report annuale del World Economic Forum: in tutti i paesi del mondo c’è una stretta correlazione fra alto grado di diseguaglianza fra i sessi e scarso sviluppo economico”. E allora abbasso le marce e i collettivi esclusivamente femminili se questo significa aprire la strada del dialogo tra i sessi e fare propri nuovi strumenti di battaglia.

Non solo discutere ma agire!
Alle giovani donne come Magdalena, che non vogliono stare con le mani in mano, Loredana Lipperini dice: “Guardatevi intorno. Unite dieci amiche, fate un elenco di temi da discutere, rivedetevi e diventate venti. Formate uno, due, dieci gruppi. Scrivete agli autori televisivi, al giurì della pubblicità, ai giornali. Non bisogna scoraggiarsi: per costruire nuove narrazioni ci vogliono anni. Purtroppo, la manualistica ci illude con “smetto di fumare in dieci giorni, dimagrisco in due, cambio vita in uno”. Non funziona così. Bisogna scrivere storie nuove. Abbiamo bisogno di questo!”.

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lunedì 1 novembre 2010
3 donne per capire
Tra le nuove, potenti strade che la ribellione femminile sta percorrendo c’è la rete. I blog di alcune donne italiane molto preparate sono il punto di partenza e di condivisione per progetti che si concretizzano in risultati eccellenti.
Il documentario “Il corpo delle donne”, di Lorella Zanardo, è uno di questi. In parte mandato in onda a L’infedele di Gad Lerner, si fa strada su internet, portando avanti una vera battaglia contro la riproduzione continua di un modello di femminilità falso e nocivo.
Il libro “Ancora dalla parte delle bambine”, di Loredana Lipperini, ha molto successo ed è studiato dai giovani di scienze della comunicazione. È però dal blog “Lipperatura” che vengono coinvolti i suoi numerosi lettori in denuncie contro le campagne pubblicitarie colpevoli di insegnare alle bambine italiane un modo di essere donne che le priva della loro libertà.
E ancora: le lezioni di semiotica dei consumi di Giovanna Cosenza, a Bologna, mirano a responsabilizzare i futuri scienziati della comunicazione: ragazzi e ragazze a loro volta indottrinati, inconsapevolmente, dai messaggi pubblicitari. Attraverso il blog “Disambiguando” Giovanna mette in guardia da come la messa in scena dei ruoli sessuali da parte di tutti i media, danneggi molto spesso e irrimediabilmente l’immagine della donna, ma a volte anche quella degli uomini.
Servono tre donne come queste per rispondere alle domande che Magda si fa da quando ha acceso la televisione in Italia.
“La risposta è complessa. Non c’è, ad esempio, una sola causa a spiegare perché le ragazze italiane siano attratte dal mestiere della velina - risponde Loredana Lipperini, - Primo. L’estrema difficoltà della condizione lavorativa delle donne in Italia. L’occupazione femminile è ancora intorno al 45% contro il 60% degli standard europei. Gli stipendi delle donne, a parità di condizioni, sono inferiori a quelli degli uomini. L’uso del velinismo, da parte di ragazze spesso laureatissime, è una scorciatoia. Secondo. I modelli. Fin dall’infanzia le ragazze sono abituate a dover puntare sul corpo. Bambole-veline, cosmetici invece dei giocattoli, giornalini che insistono sull’importanza dell’aspetto fisico. Terzo. Il corpo, appunto. Qui il discorso si fa enorme: la presunta libertà nella gestione del proprio corpo rende le donne schiave del corpo stesso. Che sia magro, perfetto, identico a quello dei modelli televisivi. E che sia utile, soprattutto. In questi termini, non è una libertà, ma una prigione”. Siamo, insomma, schiave di una lente che deforma le nostre riflessioni su noi stesse, il nostro ruolo, il nostro aspetto. La cosiddetta liberazione sessuale della donna è, oggi, un immenso meccanismo di marketing: siamo libere soltanto di comprare prodotti e vendere il nostro corpo. Come uscirne?
giovedì 7 ottobre 2010
Somantica Project
Somantica Project A.s.d. si esibisce nella corte della Villa Gandini di Formigine, grazie al sostegno di Micci@ caffè. Laura Forghieri, studentessa dell'accademia delle belle arti di Milano confeziona un video per immortalare lo spettacolo. eccolo qui. è buffo vedere quanto sia difficile, per chi è abituato a esprimersi con il corpo, descrivere quello che ha fatto, a parole!
Somantica Project A.s.d. compie in questi giorni 5 mesi di vita...
sembra già grande, invece è un cucciolo di associazione!
lunedì 6 settembre 2010
domenica 30 maggio 2010
che nessuno mai più mi impedisca di disegnare
oggi pomeriggio, dopo aver sudato tutto l'inverno che m'era rimasto addosso, ho aperto questa birra fredda (perchè non c'era altra bibita in frigo) e ho disegnato come facevo un tempo: donnine magre e muscolose, colorate e paralizzate in movimenti che la mia matita ancora non sa rendere dinamici sul foglio. sembra deciso che io non possa imparare a disegnare la vita viva, ma solo sue evocazioni che finiscono per somigliarsi tutte.
all'alba dei ventitre anni mi sembra di essere pronta ad accettare questa sconfitta. c'è chi non sa disegnare le mani o gli alberi. invece io con mani e alberi vado forte. non so disegnare la vita.
sono giorni di continui dietrofront umorali.
trascorro lunghi momenti di eccessiva felicità.
eccessiva? che dico... si può essere eccessivamente felici? bah... però a volte rido in modo imbarazzante, dovresti vedermi, per capire! proprio non so frenarmi... amo tutte le persone coinvolte nella mia vita. amo di un amore vasto e profondo. la felicità mi dota di una vista a lungo raggio sul futuro. ah, sono momenti strepitosi, credimi! posso dipingere una grande opera d'arte o scrivere un'intensa canzone, così come posso perdermi a guardare un filo d'erba commuovendomi per la sua bellezza e freschezza e umiltà.
comunque tutto finisce di botto: BOTT!
comincia il tempo della nostalgia. mi manca l'odore della mia casa vecchia, del mio cane da cucciolo, dell'albero di fichi a cui era appesa l'altalena, nel giardino della casa al mare. annuso l'aria. cerco i pastelli, un foglio, una gomma. eccomi questa sono io: una bambina depressa che disegna. i miei genitori mi vedono diversa da loro, i nonni mi considerano un po' matta. troppo orgogliosa, severa, fastidiosa. ma a tutti piacciono i miei disegni. e così sia.
oggi ho voluto essere sincera con questa bambina. stasera:
trascinata contro voglia a una cena soporifera con parenti.
rinunciato dolorosissimamente a serata di poesia.
ma... indossato un abitino bianco con un centrino a fargli da contorno: una robina dismessa da mia zia e che la mia famiglia trova orrenda (la robina, non la zia).
mia madre si è lamentata tutto il tempo.
mio padre, non accontentandosi, ha affondato: la linda è una di quelle persone, che dovesse fare successo nella vita, se ne fregherebbe e dimenticherebbe tutti.
mia sorella mi ha ripetuto sembriunasuora.
la rivoluzione si può fare con poco... quindi facciola.
sto camminando.
e per una volta vedo i miei passi.
lascio impronte lunghe e magre, che mi disorientano.
tengo sotto braccio una scatola piena di paure, e le ho anche procurato qualche foro perchè le creature possano respirare.
sembra che io non sia ancora pronta per abbandonarle. ma ci sto lavorando.
.........che una buona dose di menefreghismo sia alla base della mia riconquista.
che nessuno, mai più, mi impedisca di disegnare, neanche tu, otto.
zitto, zitto otto!
mercoledì 17 marzo 2010
“VITE DI QUARTIERE” la nuova sfida di Artegenti
Torna Artegenti per coinvolgere gli artisti e gli abitanti della città in un nuovo progetto che ne faccia rivivere i quartieri sotto i punti di vista più insoliti.
Nel 2007 e 2008 l’evento “Spazi D’arte” aveva invaso di arte il centro storico. L’anno scorso “Direct Digital” si è caratterizzata come punto di riferimento per la cultura digitale in Italia.
Quest’anno l’associazione non profit modenese per la diffusione della cultura e dell’arte, chiama a raccolta i creativi del territorio per una nuova sfida all’insegna della contaminazione e condivisione artistica.
Il progetto “Vite di Quartiere” nasce infatti per creare gruppi di lavoro interdisciplinari che, attraverso lo studio di un quartiere, sappiano individuare un tema comune per poi svilupparlo sotto i punti di vista delle diverse forme artistiche (scrittura, fumetti, cortometraggi, musica, fotografia, attori). Per questa edizione, il quartiere individuato è
La vera scommessa che vedrà coinvolti gli artisti, con l’aiuto e la mediazione dell’associazione, sarà coinvolgere gli abitanti della zona, non soltanto come fonti di informazioni ma anche come soggetti attivi nella realizzazione degli elaborati artistici.
Il progetto si concretizzerà nella pubblicazione degli elaborati ritenuti più meritevoli: in un libro con racconti in prosa, fumetti, fotografie, disegni; in un DVD contenente i cortometraggi e in un CD con colonne sonore e canzoni. Tutti i gruppi partecipanti saranno poi coinvolti nella rappresentazione delle proprie produzioni artistiche nei luoghi del quartiere con il coinvolgimento degli abitanti e vedranno le proprie opere pubblicate sul sito di Artegenti in un’apposita sezione dedicata a “Vite Di Quartiere”. L’iscrizione al progetto è gratuita e avviene compilando la scheda di partecipazione reperibile sul sito www.artegenti.it, da inviare all’indirizzo info@artegenti.it entro e non oltre il 10 aprile 2010.
mercoledì 20 gennaio 2010
debutta Somantica Project
domenica 17 gennaio 2010
presentazioni e recensioni di Somantica Project

L'ARTICOLO DI GIORNALE
MODENA . Oggi alle 15.30 sette ballerine e ginnaste, tra cui due pittrici, si esibiranno all’officina Tecno-Diesel, in via Delle Suore nº1 per i trentanni di attività del laboratorio, promuovendo l’interazione artistica fra pittura e danza. Il pubblico entrerà in un luogo di lavoro trasformato prima in una galleria d’arte e poi nell’improbabile teatro di uno spettacolo di danza e pittura che vede protagonista “Somantica Project”. Lo spettacolo offrirà anche una performance della compagnia “Sibalairde”. Le coreografie sono a cura di Laura Martinelli. Il corpo di ballo è formato da Ilaria Petracca, Elisabetta Giovanardi, Giulia Battilani, Alessandra Paltrinieri, Milena Balestrazzi e Linda Petracca, insegnanti di ginnastica ritmica.
LA RECENSIONE DELLA EX INSEGNANTE DI GINNASTICA RITMICA
Sono andata alle prove ed ho assistito a qualcosa di veramente fantastico, unico!
Un gruppo di ragazze, ginnaste e ,voglio osare, anche danzatrici, bravissime, bell
creative coreografie che risaltano nell'ambiente dell'officina come lucidi e scintillanti metalli cromati e si colorano di genialità ispirandosi alle preziose tele esposte e qualche volta nascoste, da scoprire, fra i macchinari del capannone ;
opere artistiche dipinte da Laura e Linda... prolungamento fisico dell'anima e delle passioni di queste due giovani pittrici: é per me una scoperta emozionante come anche è emozionante scoprire, riscoprire, ammirare, esaltarmi e poi sentirmi piccola piccola come al cospetto dei più grandi artisti, di fronte a queste che un tempo, ieri, erano "le mie bimbe" .
Grazie, piccole, siete riuscite a darmi una delle più grandi emozioni che ci si possa augurare di provare.
Continuate così.
...e consiglio tutti di andarle a vedere ,questa volta e tutte le volte che ci vorranno regalare un po' della loro magia ..SOMANTICA !
venerdì 18 dicembre 2009
non ho fatto in tempo a lamentarmi per il fatto che il mio conto corrente è sottovuoto..
.. domani mi ritrovo sbattuta in una profumeria infiocchettata per natale. con tacchi alti e pantaloni a risucchio. da domani, e fino al 25, vendo profumi per uomo. ho trovato questo lavoretto nello spazio di un passaparola fra due amiche.
mi scappa da sorridere. chissà cosa combinerò.
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mercoledì 25 novembre 2009
in un esame
nel peggiore dei casi si prevede una fuga in due direzioni possibili: il baratro della depressione, con manifestazioni autistiche ed autolesioniste o un villaggio dell'africa dove ritrovare il senso della vita.
là.
un esame da niente!
domenica 26 luglio 2009
il corpo delle donne
come quando, da adolescente, mi vergognavo di essere una femmina. di avere un corpo da femmina che si muoveva da femmina e odorava di femmina.
mia sorella invece, da adolescente, lo so che prova un suo tipo di vergogna ad essere femmina, e si difende usando il suo corpo da femmina come lo userebbe un maschio.
due modi di reagire a sensazioni che non so spiegarti. come se il mondo fosse per la maggior parte maschile ed io facessi parte di una minoranza. come se il senso di colpa facesse parte di me, geneticamente. come se lo scopo fosse essere notate dal mondo maschile, per andare avanti. come se fosse un dovere odiare le donne più belle. come se avvertirsi subalterna fosse, ad ogni modo, un capriccio da femminista rompicoglioni che non sa divertirsi.
ci terrei che tu guardassi il video del link. clicca sul titolo del post. il video è stato realizzato da Lorella Zanardo. suo è l'omonimo blog: il corpo delle donne.
lunedì 24 settembre 2007
come si dice?

emancipazione signore, emancipazione!
di una borsa che non può essere solo pratica.
schiave dell'umidità che ci gofia i capelli.
non abbiamo manette.